Ho prenotato tramite treatwell, una app collegata al sito. Ti fa prenotare con il trattamento che vuoi fare ed erano elencati i vari trattamenti. Ho scelto loro "I love blonde" perché volevo arrivare ad essere un biondo platino o, comunque, il più possibile freddo. Il colore costa poco meno di 60 euro, prenoto. Leggo il costo del taglio, dai 30 ai 50 euro circa, penso ok, un servizio sui 150 con i vari optional che ti addebitano sempre i parrucchieri. Arrivo e sono in ritardo di mezz'ora. Poi arriva Nico a farmi la consulenza, per sapere la "storia dei miei capelli " e quello che desidero. Gli faccio vedere una foto di quello che vorrei ottenere, mi dice che non è possibile, mi propone un biondo "top Gun", che sono praticamente un degradè cenere, sottolineo che io voglio un biondo molto freddo ed il più vicino possibile al platino. Mi dice che il costo del servito è sui 230, con il taglio 260, circa. Rimango stupida, sul sito erano prezzi normali, non da "parrucchiere delle star" e nemmeno il salone fa presumere un costo elevato, è un normale salone da parrucchiere di quartiere. Dopo la consulenza, si avvicina una collaboratrice e lui gli dice "top Gun". Penso che tutto la consulenza si è ridotta a questo, senza comunicarle il mio desiderio di biondo freddo, vicino al platino. Vabbè, spero che per 260 uscirò soddisfatta. Non è così. Esco dopo ore, sono di una lentezza estrema, con i capelli asciugati lisci (sono riccia), con un crespo che non vedevo da anni sui miei capelli. Il colore è un biondo cenere, un po' più chiaro di come sono entrata, ma siamo più o meno lì. Solo che qui ho pagato 200 euro in più del solito. Appena entro ti chiedono di firmare una liberatoria per mettere le immagini sui social, non la firmo, mi firmano lo stesso e mi fanno ugualmente il filmato, sia prima che dopo, incuranti del fatto che abbia negato il consenso e che lo abbia espresso prima del secondo filmanto. Ti offrono nel pacchetto 3 riflessante, uno al mese, gratuito, ovviamente dovrai pagare gli altri servizi. Insomma, 10 per il marketing, ma è tutto fumo digitale e poco arrosto reale.